domenica 16 dicembre 2012

I GOSPEL A ROVIGO


Nate Brown & One voice è stato protagonista giovedì 13 dicembre al Teatro Sociale, con il tradizionale appuntamento natalizio con i canti della cultura afroamericana. A dare un tocco in più al classico clima di festa e allegria che si respira durante il mese dicembre, è stato questo gruppo che ha coinvolto il pubblico in un momento molto entusiasmante. Nate Brown & One Voice, assieme all’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta, si sono esibiti sul prestigioso palco del Teatro Sociale di Rovigo, con la direzione del il Maestro Diego Basso. La Filarmonia Veneta, come ha sottolineato il direttore artistico del Teatro Sociale Stefano Romani, è tornata per il terzo anno al Teatro Sociale, dimostrando il grande attaccamento dell’orchestra nei confronti del Comune di Rovigo per il quale c’è grande affetto. Il direttore dell’orchestra Diego Basso, ha illustrato i dettagli dicendo che durante la serata sono stati registrati sei brani inediti per un disco che il prossimo anno uscirà in tutto il mondo. Si è trattato della prima esperienza, un evento straordinario che ha visto un’orchestra classica unirsi al Gospel. Una prima assoluta sia come esecuzione che come concetto di contaminazione. Tra l’altro, cosa non consueta per gli americani, Nate Brown ha volute proprio un’orchestra italiana”. E’ stato un concerto meraviglioso, suggestivo, ma al tempo stesso travolgente, coinvolgente e brillante. Bravissimi tutti. Grandi artisti. Nate Brown, esponente di rilievo della scena Gospel americana. Ha frequentato il Duke Ellington College of Music di Washington, ha anche studiato al Berklee College of Music, si è esibito in festival prestigiosi come il Festival Jazz di Marciac in Francia. Ha avuto l’onore di esibirsi con musicisti di livello internazionale come Roy Hargroove, Wynton Marsalis, Tyron Powell. Nel 2003 ha fondato il coro Wilderness, molto apprezzato nella scena gospel mondiale. Ogni anno Nate Brown seleziona le migliori voci per dare vita al gruppo One Voice. Foto: Francesco Gallo.

BARBARA BRAGHIN

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